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GooglepappaMotorola

La notizia bomba di questo agosto vacanziero:

Google compra Motorola


Un affare da 12,5 miliardi di dollari. Mountain View si butta sull'hardware?
O è soltanto, nuovamente, un affare di brevetti industriali?

Google sta acquistando Motorola Mobile, l'azienda produttrice di hardware per dispositivi Android con al suo attivo il maggior numero di brevetti importanti in tema di connessione cellulare.

Si tratta di un'operazione che ha spiazzato anche le più ardite speculazioni da fantamercato estivo: costerà a Mountain View 12,5 miliardi di dollari (due anni di suoi utili) e dovrebbe vedere il passaggio a Google anche della divisione video di Motorola, che ha tra i suoi clienti Comcast e altri grandi operatori TV.

Per la conclusione dell'affare dovrà attendersi la valutazione positiva delle autorità antitrust, per cui si parla della fine del 2011 o l'inizio del 2012, ma se tutto dovesse finire come previsto dalle parti, allora il panorama mobile riceverebbe una vera e propria scossa: a beneficiarne, per il momento, i mercati finanziari che sembrano ricevere dall'operazione una vera e propria boccata d'aria. L'azienda dell'Illinois, d'altronde, è stata premiata in base ai termini finali dell'accordo con un'offerta superiore al 63,5 per cento del suo valore totale e di conseguenza le sue azioni sono cresciute del 55,8 per cento.

Ancora nell'ottica dei brevetti è da vedere l'acquisizione: pur essendo solo il terzo costruttore Android, l'azienda ha un ampio portafoglio brevettuale, tanto che finora ha tenuto testa all'offensiva di Microsoft interessata a scucire a tutti i produttori di dispositivi mobile Android-based royalty per la violazione delle sue rivendicazioni.

Oltre a Redmond, poi, il sistema operativo mobile di Google e tutti i suoi produttori si trovavano ad affrontare una sorta di accerchiamento: il nervo scoperto del prodotto è quello dello proprietà intellettuale e nello status quo attuale si gioca tutto sulla grandezza del portafoglio brevettuale degli interessati.

E mentre Google, così come HTC e Samsung, sono sostanzialmente nuovi al mercato dei cellulari, o almeno non hanno un numero elevato di brevetti al loro attivo, Motorola si vanta di aver inventato i cellulari, e ha così un portafoglio tanto grande da avere potenzialità di deterrente nei confronti delle offensive dei concorrenti.

Proprio pochi giorni fa, d'altronde, il suo CEO Sanjay Jha si vantava di questa sua risorsa. L'intervento aveva spinto gli osservatori nella direzione opposta, vedendolo come una dichiarazione di forza e l'enunciazione di una nuova strategia offensiva da parte di Motorola: alla luce delle ultime notizie ha invece il sapore del banditore che vanta le doti dei suoi prodotti, anche se Mountain View dice di aver contattato prima l'azienda.

Sarebbe, in ogni caso, un grande banditore: se decidesse di lasciare Google nei prossimi due anni, dovrebbe ricevere una buonuscita (comprensiva della liquidazione delle azioni che detiene) superiore ai 60 milioni di dollari. E per la sua azienda ha ottenuto condizioni ottime non solo per quanto riguarda la valutazione totale, ma anche nell'assicurazione che nel caso in cui l'operazione non si concretizzi per volontà diversa dalla sua (per esempio per un parere negativo da parte dell'antitrust), Google si vedrà comunque costretta a versargli un indennizzo milionario.

Non è detto, d'altronde, che tale portafoglio brevettuale possa bastare a Mountain View: Motorola ha già perso una battaglia legale contro Apple, e Microsoft avendogli già fatto causa non ne sembra intimorita in senso assoluto. Così non è assicurato il valore difensivo dei suoi titoli. O almeno non una certezza per tutti gli osservatori che l'operazione valga i miliardi messi sul piatto da Mountain View.

Per questo con l'acquisto di Motorola non viene esclusa da Google neanche la produzione di dispositivi hardware propri. Dopo l'annuncio dei termini dell'accordo, Larry Page ha detto che il risultato sarà più smartphone e migliori per i consumatori: "Insieme possiamo creare una grande esperienza per i nostri utenti". In ogni caso Motorola sarà amministrata da Mountain View separatamente da Google.

di Redazione, 16/8/2011 [VIA]

Insomma il "matrimonio" fra Google e Motorola potrebbe rivelarsi alquanto rischioso.

L'operazione Google-Motorola potrebbe ridisegnare la geografia del mercato dei telefonini.
Big G acquistando la divisione mobility dell'ex-colosso delle T e dei telefonini entra di fatto nel settore dei terminali con una mossa alquanto rischiosa: abbinare hardware e software, in una manovra tentata altre volte in diversi campi dell'ICT da grandi colossi dell'Hi-Tech che però hanno, il più delle volte, scontato clamorosi insuccessi.

Finora Google si era "accontentata" di dominare il mondo smartphone proprio con il software, ovvero con Android, il suo sistema operativo libero, e ha tentato sortite nei device proponendo due prodotti, il Nexus One realizzato da hTC e il Nexus S costruito da Samsung. I due modelli non hanno avuto un successo commerciale travolgente, al contrario dei dispositivi con cuore "androide" costruiti proprio dai giganti coreani Samsung ed LG e dalla taiwanese hTC.

Motorola, invece, a partire da Milestone (Droid negli Usa) ha cercato di risalire la china nella telefonia mobile dopo la grave crisi che l'ha portata negli anni scorsi letteralmente a evaporare, incapace sia di replicare l'enorme successo del suo cellulare Razr sia di abbracciare in modo sensato e concreto il mercato degli smartphone. Ora Motorola potrebbe avere una possibilità in più, almeno negli Usa, dove il suo marchio ha ancora valore, meno in Europa e in Italia, dove la sua reputazione è ai minimi.

Il dubbio che l'abbinata non sia necessariamente vincente è legittimo, anche perché nel settore degli smartphone contano tantissimo il design (e Motorola non ha dato recentemente prove straordinarie) sia il fattore moda, perché lo smartphone "figo", leggasi iPhone o Android top di gamma - LG Optimus Dual, Samsung Galaxy II, hTC Sensation - fa status e conta ben di più delle App.

Di sicuro con questa mossa Google si mette in casa un enorme magazzino di know-how, capacità progettuali, tecnologie e, soprattutto, rapporti con gli operatori, in grado di impensierire sia Apple, che con iPhone sta diventando un vero monopolista dai contorni messianici, sia quella Nokia che, per uscire dalla sua grave impasse nel settore dei cellulari evoluti, ha abbracciato Microsoft e il suo sistema operativo Windows Phone. Quest'ultimo deve ancora dimostrare di essere tecnicamente valido (la nuova edizione nota in codice come Mango sembra però migliore della precedente). La finlandese spegnerà i motori del suo leggendario Symbian a partire dal prossimo anno e sono in molti a credere che l'abbinata Microsoft - Nokia sarà deleteria anche perché al momento appare del tutto priva di una qualsiasi carica modaiola ed emozionale.
Insomma non tocca quelle corde che Apple sa sapientemente toccare e che Google con Android sta imparando a comprendere.

Il colosso di Mountain View con l'operazione "Moto" accetta anche un grosso rischio: indispettire partner come Samsung ed LG, vere superpotenze dell'Hi-Tech, che, al contrario degli altri player, controllano l'intera catena del valore della tecnologia digitale, visto che producono direttamente quasi tutti gli ingredienti, dai pannelli touch LCD, alle memorie a gran parte dei chip più importanti. E fare arrabbiare i chaebol dell'elettronica che hanno portato sul podio Android non è detto che sia una buona idea.

di framed, 16/8/2011 [FONTE]