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![]() La Intel non mollerà MeeGo, ma non si impegnerà molto. MeeGo non attraversa di certo il suo periodo di forma migliore: la domanda di prodotti basati su di esso è in rapido declino, l’industria mondiale non lo ha adottato come si sperava inizialmente e Intel minaccia addirittura di abbandonarlo. Cosa sta succedendogli? Intel ha negato di voler abbandonare MeeGo, ma è innegabile che gli sforzi profusi finora hanno portato a pochi risultati degni di nota. Se Intel non riesce ad attrarre verso questa piattaforma qualche partner di rilievo che sia in grado di realizzare qualcosa che abbia un forte impatto sul pubblico (un sistema operativo per netbook o tablet degno di questo nome, ad esempio), MeeGo è destinato a non avere un gran futuro come piattaforma per il mobile. L’aver coinvolto la Linux Foundation per avere un entità neutrale che fornisse delle linee guida per lo sviluppo non ha sortito l’effetto sperato e, nonostante MeeGo rimanga una promettente iniziativa con un percorso ben delineato per la realizzazione di un sistema operativo mobile basato su Linux e destinato al mercato consumer, nessuno è stato in grado di valorizzarne adeguatamente le potenzialità. Inizialmente ci sono stati problemi nell’unificare le differenze tecniche tra i componenti software realizzati da Intel e da Nokia, e quando quest’ultima aveva iniziato a mostrare i primi interessanti progressi, ecco arrivare la doccia fredda di Elop: Nokia si ritira dal progetto MeeGo e passa a Windows Phone 7. La sola Intel, nonostante le ingenti risorse finanziarie, ha portato ben poco in MeeGo: il promesso software per netbook è lontano dall’essere maturo e nonostante un promettente inizio, l’impressione è che Intel non abbia proseguito lungo la strada iniziale, o quantomeno non abbia impegnato abbastanza risorse per completare il progetto. Qualche speranza era stata riposta in Novell, ma la recente acquisizione da parte di Attachmate lascia supporre che anche lei ben presto possa svincolarsi da MeeGo, lasciando la versione netbook di questo sistema operativo in una situazione di stallo, con Ubuntu e Gnome che offrono molto di più e dispongono di molti più sviluppatori attivi, oltre ad attrarre un maggior interesse da parte dei vendor hardware. ![]() Il sistema per tablet basato su MeeGo è messo ancora peggio, visto che si trova ancora nello stadio di proof-of-concept. Appare piuttosto chiaro che Intel non intende impegnare le risorse necessarie a produrre un prodotto finito; quello che traspare adesso è l’intenzione di continuare a supportare il progetto per tenerlo in vita almeno fino a quando non arriverà qualcun altro a dargli man forte. Se, come pare probabile, Samsung lancerà un netbook basato su MeeGo e intensificherà la collaborazione con Intel la cosa potrebbe portare nuova linfa al progetto, ma c’è anche da dire che Samsung potrebbe non volersi impegnare più di tanto in un nuovo sistema operativo, visto che ha già diversi cantieri aperti in casa. Certo, avere un sistema operativo aperto e libero da vincoli di produttori specifici sarebbe importante per il mercato, ma a chi dei “grandi” può far gola una cosa del genere? di Redazione, 19/09/2011 [VIA] |